La sicurezza cognitiva come nuova frontiera strategica
Le democrazie moderne si basano sull’idea che i cittadini possano partecipare al dibattito pubblico, esprimere opinioni diverse e confrontarsi su questioni politiche partendo da dati e fatti condivisi. Recentemente si parla sempre più di sicurezza cognitiva, intesa come un elemento chiave per garantire che le discussioni siano fondate su informazioni affidabili. Questa nozione si inserisce nel dibattito sulle sfide di un'informazione sempre più complessa e in evoluzione.
Le democrazie moderne si fondano su una premessa implicita: che i cittadini possano discutere, dissentire e competere politicamente a partire da una base minima di realtà condivisa. Non è necessario essere d’accordo sui valori, sugli interessi o sulle soluzioni. Ma è necessario, almeno in parte, riconoscere gli stessi fatti, o quantomeno accettare procedure comuni per discuterli. Quando questa base si erode, il problema non è più soltanto informativo. Diventa istituzionale, strategico, persino geopolitico. Questa erosione non è una deriva culturale spontanea: è il prodotto di un ambiente informativo che, per struttura, moltiplica e separa realtà percepite sempre meno compatibili.🔗 Leggi su Formiche.net

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