La fatica di vivere il tempo dell’incertezza
Abbiamo seguito con attenzione il viaggio dei negoziatori a Islamabad, cercando di interpretare ogni loro movimento e segnale. Li abbiamo osservati mentre si confrontavano, analizzando ogni dettaglio dei loro atteggiamenti. La nostra attenzione si è concentrata sui piccoli segnali, come un sorriso o un movimento del viso, nella speranza di cogliere qualche indicazione sulla direzione delle trattative.
Li abbiamo guardati, scrutati, radiografati. Abbiamo osservato con interessata attenzione i negoziatori arrivati a Islamabad, e l’abbiamo fatto nella speranza di riuscire a interpretare un loro gesto, un cenno, l’alzarsi di un sopracciglio, un mezzo sorriso. Li abbiamo studiati per rispondere all’unica domanda che, ora, ci interessa. La domanda era, ed è: come andrĂ a finire, cosa ci aspetta, che giornata sarĂ la giornata di domani? SarĂ pace, sarĂ almeno un cessate il fuoco? O sarĂ di nuovo battaglia, con i missili e i droni nei cieli, con le portaerei al largo, col fragore delle bombe, con le lacrime, lo strazio, i morti? La domanda che ci sta a cuore, però, è proprio quella che non ha diritto a risposte definitive.🔗 Leggi su Quotidiano.net

Il ritorno necessario del realismo politico nel tempo dell’incertezzaCi sono libri che nascono per inseguire il presente e libri che, invece, provano a comprenderlo.
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