Il viaggiatore delle cose perdute | Macchia il viaggio della pace
Un viaggio attraverso le cose perdute e i ricordi di una pace ormai sfumata. La narrazione segue un viaggiatore che si muove tra le strade di una città, riflettendo sulla sua esperienza personale e sugli eventi passati che hanno segnato il percorso. La storia si svolge in un contesto di ricordi e di incontri casuali, mentre il protagonista attraversa luoghi che hanno lasciato un segno nel suo cammino.
Manfredonia – CI si incamminava per la strada che portava a Macchia nel primo pomeriggio: tutti in gruppo, sulla strada che portava alla piccola Cappella della Madonna della Libera (la maggior parte dei fedeli venivano chiamati i devoti della domenica della Pace).Era il ’76. Mentre gli snob del paese si recavano non so dove, i sipontini che più tenevano alla tradizione andavano in visita di devozione per la Madre Vergine della Libera, la cui cappellina si trovava e si trova tutt’ora sul lato sinistro della statale per Macchia (esattamente di fronte all’ex Anic che era appena nata). Di mattino molto presto l’addetto apriva il cancelletto e la piccola chiesa, il parroco di turno iniziava a dire messa; al di là della strada di terra bianca vi erano delle bancarelle che venivano dal Barese e dal Foggiano. 🔗 Leggi su Ilsipontino.net

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