Dai migranti di Trieste agli studenti di Fez | un viaggio tra piedi che raccontano storie
Un viaggio tra storie di persone che attraversano confini e città, partendo dai migranti di Trieste fino agli studenti di Fez. La narrazione si sviluppa attraverso i loro piedi, simbolo di cammino e di incontri. La storia si costruisce così, con le tracce lasciate da chi si muove e con le parole di chi racconta il proprio percorso. La memoria si intreccia alle sensazioni di chi ha vissuto esperienze di mobilità.
La storia si fa coi piedi. Era il titolo di una compilazione di lettere dal centro storico di Genova con la prefazione dell’amico Marco Aime. Da allora sono stati ancora loro, i piedi, ad orientare il mio soggiorno nel Niger. I piedi dei migranti, rifugiati, sfollati, richiedenti asilo, viandanti, contadini, detenuti e comuni passanti senza meta. Piedi rammendati dal vento e dalla polvere che sanno più cose di quanto le scarpe o i sandali hanno saputo custodire malgrado il tempo che, spesso, cammina invece per conto suo. Li ho lasciati, con un certo rammarico, alla terra a cui appartengono. Quest’Africa che cammina anch’essa e non da oggi, coi propri piedi dopo che altri hanno tentato di farla camminare con piedi stranieri.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

Viaggio nei piccoli cimiteri: storie e persone che raccontano chi siamoUn libro che mostra come nei piccoli cimiteri sopravvivano ricordi collettivi di lavoro e affetti.
No al razzismo, la Città Metropolitana di Napoli con gli studenti al Suor Orsola Benincasa tra AI e storie di migrantiL’intelligenza artificiale può riflettere o addirittura alimentare discriminazioni razziali? Le storie e i viaggi dei migranti, li conosciamo bene?...