Prima casa trasformata in immobile di lusso ecco quando rischi col Fisco
Chi decide di ristrutturare la propria abitazione, trasformandola in un immobile di lusso, può incorrere in verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate. Le autorità fiscali controllano le pratiche di ristrutturazione per verificare che siano state dichiarate correttamente eventuali variazioni di valore o di destinazione d’uso. In alcuni casi, le modifiche apportate possono comportare accertamenti e eventuali sanzioni se non rispettano le norme fiscali vigenti.
Partiamo ad esempio dalla piscina, un elemento che di per sé, a differenza che in altri Paesi europei, non viene tassato come bene di lusso: ciò nonostante, incrementa il valore dell’immobile a cui va ad aggiungersi, e non si tratta di un elemento da sottovalutare. Anche se di solito una piscina si associa a ville e case signorili che già rientrano nelle categorie “di lusso” A1, A8 e A9, per le quali si paga l’Imu anche se risultano abitazioni principali, non è sempre così. Fermo restando che la realizzazione di una piscina interrata deve essere sempre comunicata al Catasto per i motivi sopra citati, si viene a concretizzare un aumento della rendita catastale: anche per abitazioni non di lusso questa può infatti aumentare tra il 10% e il 20%.🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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