La crisi dello Stretto di Hormuz si abbatte sulla sanità
La crisi nello Stretto di Hormuz sta avendo ripercussioni anche sulla sanità, oltre a influenzare il settore energetico. Oltre al petrolio e al gas, dal tratto di mare attraversano materiali e materie prime che non sono strettamente legate all’energia. La situazione crea tensioni e preoccupazioni tra le varie nazioni coinvolte, evidenziando come le ripercussioni di un conflitto in quella zona si estendano oltre il settore dei combustibili fossili.
Non solo petrolio e non solo gas: dallo Stretto di Hormuz passano anche materiali e materie prime non direttamente ricollegabili al settore energetico. La preoccupazione massima in questi giorni è ovviamente legata al mancato arrivo di scorte di greggio in Europa e in Asia e al conseguente aumento dei prezzi, a livello internazionale, degli idrocarburi. Ma, per l’appunto, altri comparti vitali a livello economico e sociale stanno iniziando a soffrire per carenze di scorte e per l’impennata dei prezzi. A partire dalla sanità, ancorata alle importazioni dal Golfo di diversi materiali indispensabili per garantire la continuità dei servizi. E adesso molte associazioni, in Italia come all’estero, lanciano l’allarme.🔗 Leggi su It.insideover.com

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