Il voto referendario è già un patto costituzionale ora va tradotto in proposta La lettura di Fina Pd

Il risultato di un recente referendum rappresenta ormai un elemento consolidato nel quadro costituzionale, che necessita di essere trasformato in proposta concreta. La lettura di un esponente politico del Partito Democratico evidenzia come il voto non sia solo un dato elettorale, ma un segnale di una società che chiede di essere ascoltata e presa in considerazione, superando i tradizionali schemi politici.

Non è solo l’esito di una consultazione a pesare sul quadro politico. È, piuttosto, il segnale di un Paese che chiede di essere ascoltato e interpretato, oltre gli schemi tradizionali. I quindici milioni di no al referendum costituzionale aprono una fase nuova, tanto per il governo quanto – forse soprattutto – per un’opposizione chiamata a ridefinire identità, perimetro e linguaggio. In vista della direzione nazionale del Partito democratico di lunedì, presieduta dalla segretaria del Pd Elly Schlein, il senatore e tesoriere del Pd Michele Fina riflette su ciò che definisce un’”alleanza costituzionale” già in nuce nel voto referendario. Senatore, lei parla di un’alleanza costituzionale già esistente dopo il referendum.🔗 Leggi su Formiche.net

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© Formiche.net - Il voto referendario è già un patto costituzionale, ora va tradotto in proposta. La lettura di Fina (Pd)

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