Al Centro-Sud sversano in mare l’acqua raccolta negli invasi
Al Centro-Sud le abbondanti piogge hanno riempito gli invasi, ma l’acqua raccolta viene sversata in mare. Le dighe, che sono state lasciate in condizioni di scarsa manutenzione, non riescono a conservare le riserve per i periodi di siccità. Questa situazione si ripercuote sulla disponibilità di risorse idriche durante i mesi più caldi, senza che ci siano interventi significativi di gestione o di intervento infrastrutturale.
Agli storici record del Sud per le condotte idriche colabrodo quest’anno si aggiunge un ulteriore elemento: la coda dell’inverno particolarmente piovosa ha riempito gli invasi. La notizia farebbe pensare a una crisi idrica estiva scongiurata. Invece no. Perché l’aumento delle riserve non coincide con la capacità di trattenerle per distribuirle. Le paratie dei bacini vengono aperte per evitare la tracimazione e la risorsa viene lasciata scivolare via, letteralmente, verso il mare. Uno spreco che nasce da limiti infrastrutturali, non dalla mancanza d’acqua. È il paradosso certificato dall’Osservatorio dell’Anbi, l’associazione che tutela i Consorzi di bonifica italiani: dighe al limite della capienza e, nello stesso momento, territori che continuano a fare i conti con una gestione fragile, incompleta, a tratti inefficace. 🔗 Leggi su Laverita.info

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