L' AI si inventa le malattie Il caso della bixonimania la malattia che non esiste ma che i chatbot diagnosticano
Recentemente è emerso un caso in cui alcuni chatbot diagnosticano una malattia inesistente chiamata bixonimania. Questa condizione, che non è riconosciuta dalla comunità medica, si manifesta con sintomi visibili come l’iperpigmentazione intorno agli occhi, caratterizzata da un alone scuro di colore violaceo. La diagnosi automatizzata solleva domande sulla affidabilità delle intelligenze artificiali nel campo della salute e sulla loro capacità di distinguere tra condizioni reali e inventate.
Se siete affetti da bixonimania sappiate che non è una malattia mentale, dà sintomi molto visibili, uno dei quali è l’iperpigmentazione della zona perioculare, un alone scuro, violaceo intorno agli occhi legato all’esposizione alla luce blu degli schermi. Ma non potrete esserlo, perché questa malattia non esiste. Il perché non esiste però è interessante. Ne scrive su Nature Chris Stokel-Walker (già il titolo dice tutto: “Scientists invented a fake disease. AI told people it was real”), si tratta di un esperimento per testare l’affidabilità dei chatbot, producendo alcuni testi accademici fasulli. Esito? Vari chatbot l’hanno trattata come una patologia reale, restituendo pari pari sintomi, diagnosi, spiegazioni e consigli medici.🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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