Favole dell’abbandono | Che puzza
Un odore forte e sgradevole si diffondeva in tutta la casa, penetrando anche dal bagno e arrivando fino al quarto piano. La provenienza del cattivo odore era evidente, ma nessuno riusciva a identificarne la causa. La sensazione di disagio aumentava man mano che il cattivo odore si faceva più persistente, riempiendo gli spazi e influenzando la quotidianità di chi viveva nell’abitazione.
Che puzza! La sentiva perfino dal suo quarto piano. Un odore nauseante che entrava dalla finestra del bagno e si propagava per l’intera casa. Puzza di stantio, di marcio, di smog, di abbandono, di trascuratezza. Puzza di polvere, di sporco incrostato, dimenticato, saldato alle cose. – Facciamo qualcosa! – disse un giorno all’intera apparecchiatura del bagno, lei, dispenser di un sapone liquido, morbido e profumatissimo, dal colore sopraffino dell’oro striato da baci e carezze. Il deodorante si tirò subito indietro. – Sto finendo -, disse infilandosi nell’armadietto. Le boccette dei profumi risposero in blocco un chiaro e definitivo “No!”. Non noi: troppo preziosi, troppo costosi, troppo raffinati per finire sulla strada come una qualunque ciabatta abbandonata. 🔗 Leggi su Lortica.it

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