Sanchez vuole inserire il diritto all’aborto nella Costituzione spagnola ma non ha i numeri in Parlamento
Il governo spagnolo ha proposto di inserire il diritto all’aborto nella Costituzione, ma al momento non ha ottenuto i voti necessari in Parlamento. La proposta segue un dibattito acceso sulla tutela dei diritti riproduttivi, con il governo che spinge per una modifica costituzionale. Tuttavia, la mancanza di maggioranza rende difficile l’approvazione, evidenziando le divisioni politiche sul tema. La questione resta aperta e al centro dell’agenda legislativa.
Pedro Sanchez come Emanuel Macron, la Spagna come la Francia. Lo stato iberico ha messo in Costituzione il diritto inalienabile all’aborto. Due stati di grande tradizione cattolica che inseguono il dogmatismo laico. La riforma del governo spagnolo, però, non dovrebbe avere la maggioranza necessaria richiesta in Parlamento, rimanendo un atto inutile e propagandistico. La decisione spagnola. Lo scorso 7 aprile il Consiglio dei Ministri spagnolo ha infatti approvato il progetto di riforma per inserire il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza direttamente nella Costituzione spagnola, specificamente all’interno dell’ Articolo 43. Leggi anche La riforma mira a rendere l’aborto un diritto “intoccabile”, seguendo l’esempio della Francia (che lo ha fatto nel 2024). 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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