Perché i giganti dell’IA sono i nuovi padroni della politica di G Gambino
Il 21 gennaio 2025, durante il secondo mandato di un ex presidente degli Stati Uniti, viene individuato come il momento in cui l’intelligenza artificiale passa da semplice innovazione tecnologica a strumento di potere politico. In quell’occasione, si segnala una svolta che cambia il ruolo dell’IA nel panorama politico, evidenziando come i grandi gruppi tecnologici abbiano acquisito una rilevanza strategica nel contesto delle decisioni pubbliche.
C’è un momento in cui si può datare la trasformazione dell’intelligenza artificiale da fenomeno tecnologico apparentemente imparziale, e culturale, a questione di potere politico: il 21 gennaio 2025, secondo giorno del secondo mandato di Donald Trump. Nella Roosevelt Room della Casa Bianca, Sam Altman, CEO di OpenAI — la società che ha creato ChatGPT — si trovava a fianco del presidente degli Stati Uniti per annunciare lo Stargate Project, un piano da 500 miliardi di dollari per infrastrutture IA. Altman, in quella occasione, dichiarò che senza Trump l’intelligenza artificiale più avanzata «non avrebbe potuto essere costruita», ringraziando il presidente in termini che stridevano con i suoi trascorsi da critico feroce del tycoon. 🔗 Leggi su Tpi.it

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