Beko spiragli di luce ma il futuro è incerto
Un incontro di oltre due ore e mezza si è svolto recentemente per discutere il futuro dell’azienda Beko e della sua forza lavoro nella zona di Fabriano. Durante la riunione sono stati affrontati temi legati alla situazione attuale e alle prospettive di stabilità per i dipendenti. Nessuna decisione definitiva è stata annunciata, e la discussione si è concentrata sulle possibilità di evoluzione dell’attività produttiva e sui rischi ancora presenti.
Un confronto serrato, durato oltre due ore e mezza, ha provato a delineare il futuro della Beko e dei suoi lavoratori nel fabrianese. L’incontro, svoltosi di ieri nello stabilimento di Melano tra i sindacati e i vertici aziendali — tra cui Maurizio Sberna e Michele Ballabio — ha restituito un quadro interlocutorio, dove piccoli spiragli di luce si scontrano con preoccupazioni strutturali profonde. Sebbene le sigle mantengano per ora le bocche cucite, i dati emersi raccontano di un primo trimestre in leggera crescita rispetto al budget, con una previsione per il 2026 che sale da poco più di un milione di piani cottura a 1.100.000 unità. Questo incremento riguarda in particolare il segmento gas, ma registra segnali positivi anche sull’elettrico e la vetroceramica.🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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