Antiquario condannato per ricettazione Presentato appello | Nessuna prova di dolo

Inizia il procedimento in Corte d’Appello riguardante l’ex antiquario di Cervia, condannato in primo grado a un anno e nove mesi di reclusione per ricettazione di beni culturali. L’uomo ha presentato appello, sostenendo che non ci siano prove di dolo. La vicenda riguarda un’accusa di aver ricevuto e rivenduto oggetti di interesse storico senza le autorizzazioni necessarie.

Approderà in Corte d’Appello il caso dell’ex antiquario di Cervia condannato in primo grado a un anno e nove mesi di reclusione per ricettazione di beni culturali. La difesa, rappresentata dall’avvocato Massimiliano Nicolai, ha impugnato la sentenza emessa dal Gup Janos Barlotti, contestando in modo netto la ricostruzione della responsabilità e chiedendo una riforma integrale del verdetto. La vicenda prende avvio nell’autunno del 2022, durante la manifestazione “Mercanteinfiera” alla Fiera di Parma, quando i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale sequestrano alcuni manufatti esposti nello stand dell’allora titolare dell’attività “La Casina antichità” di Cervia, oggi chiusa. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

antiquario condannato per ricettazione presentato appello nessuna prova di dolo
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