Teatro Lumière In scena la tragedia che fa sorridere
Il 19 luglio del 1943, a pochi giorni dal 25, il Gran consiglio del Fascismo approvò una delibera che segnò la fine dell’era mussoliniana a piazza Venezia. In quel periodo, il teatro Lumière si trasforma in un palcoscenico di eventi storici, mentre si apre una nuova fase politica in Italia. La decisione prese dal consiglio rappresentò un punto di svolta nel regime fascista, segnando l’inizio di un cambio di rotta.
È il 19 luglio del 1943, manca qualche giorno al 25, quando il Gran consiglio del Fascismo decreta la fine della prima era mussoliniana, quella di piazza Venezia. Perché è proprio nella Capitale bombardata che la commedia "Domani è sempre domenica" è ambientata. Uno spettacolo che parte in tragedia ma che si fa presto commedia alleggerendo i toni, che va in scena al Teatro Lumière sabato alle 20,45 e domenica alle 16,45, firmato dalla compagnia teatrale La Bilancia. Sotto le macerie di una chiesa, infatti, il parroco don Nicola (interpretato da Matteo Vacca) e la devota Agnese (interpretata a sua volta da Gabriella Silvestri) si ritrovano senza vestiti, tra la polvere e i mattoni, senza potersi né cibare né abbeverare. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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OPEN CALL: stagione 2026/27 al Teatro Lumière Sai, ogni teatro ha il suo modo di respirare. E ogni tanto apre un po’ di più le sue porte, giusto per far entrare aria nuova, voci nuove, storie che aspettano solo di essere raccontate. Il Teatro Lumière sta face - facebook.com facebook