La vita notturna che costruisce imperi | da Salvador Dalí a Gianni Versace

La vita notturna ha spesso rappresentato un elemento chiave nella promozione di figure di spicco nel mondo dell’arte e della moda. A Monterey e a Miami, due artisti hanno organizzato eventi e feste che sono diventati strumenti di promozione e visibilità. Questi momenti hanno contribuito a consolidare le rispettive carriere e a creare un’immagine pubblica che si intreccia con il loro lavoro creativo. Le feste sono state usate come mezzi per attirare l’attenzione e rafforzare il loro pubblico.

Miami era in fermento per l’arrivo di Versace. «Gente che lavorava nella musica, nella moda, attori: attirava tutti qui. Aveva quel potere», avrebbe raccontato in seguito Donatella al New York Times. Ne era innamorato anche lui: dopo decenni di declino, all’inizio degli anni ’90 Miami stava vivendo un momento di gloria. Un’ondata di bar e locali gay aveva trasformato la città, rendendola sofisticata e carica di energia. Nonostante Versace possedesse case in tutto il mondo (a Milano, sul lago di Como e a New York) il suo «cuore apparteneva» a Casa Casuarina, scrive Horacio Silva, «dove intratteneva una sfilata senza fine di celebrità, modelli, editor e ogni tanto pure qualche drag queen». 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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© Vanityfair.it - La vita notturna che costruisce imperi: da Salvador Dalí a Gianni Versace

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