Dormire con le benzodiazepine | il rischio di demenza non è quello che si pensa Il punto di Laura Palagini
Recenti studi hanno evidenziato che l’uso di benzodiazepine per favorire il sonno potrebbe non comportare il rischio di demenza che molti suppongono. Molti soggetti si svegliano nel mezzo della notte, spesso alla stessa ora, rimanendo poi svegli con la mente attiva e senza riuscire a riprendere sonno. La questione è al centro di un approfondimento condotto da una ricercatrice specializzata, che analizza le percezioni e i dati disponibili sul tema.
C i si sveglia nel cuore della notte, spesso sempre alla stessa ora. Poi si resta lì, con la mente attiva e il sonno che non torna. È una delle esperienze più comuni dopo i 50 anni. E sempre più spesso la risposta è una: una compressa. Eppure, secondo uno studio pubblicato sul BMJ, l’uso prolungato di benzodiazepine è associato a un aumento del rischio di demenza, soprattutto quando diventa cronico. Altri lavori s u JAMA Internal Medicine hanno evidenziato possibili effetti su memoria e attenzione. Senza sonno non c’è salute: 1 italiano su 4 soffre di insonnia X Un legame che non indica una causa diretta, ma che la comunità scientifica invita a considerare con attenzione, soprattutto dopo i 50 anni. 🔗 Leggi su Iodonna.it

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