Con la scusa della guerra ci riprovano col lockdown
Negli ultimi tempi si torna a parlare di possibili restrizioni in risposta alla crisi energetica, con diversi protagonisti che avanzano proposte di lockdown. Dall’Unione europea ai medici e ai docenti, molte figure pubbliche si sono espresse a favore di nuove chiusure, evocando le misure adottate durante la pandemia come strumenti utili per affrontare le difficoltà attuali. La discussione si riaccende su come gestire le risorse e le restrizioni in un momento di tensione economica e sociale.
C’è un pezzo d’Europa, e anche d’Italia, che fa il tifo per il lockdown. Quel periodo in cui, a causa del Covid, alle persone era impedito di uscire, si consumava poco gasolio e ancora meno benzina, i negozi erano chiusi e le aziende lavoravano in smart working, e così anche le emissioni erano ridotte al minimo. Un mondo chiuso per epidemia, che adesso qualcuno a quanto pare rimpiange, vedendo nel «tutti a casa» una soluzione facile per far fronte alle difficoltà imposte dalla guerra in Iran. Il primo a parlare di razionamenti, di limitare viaggi, cioè di restare a casa ma abbassando riscaldamento e condizionamento, è stato Dan Jorgensen, socialdemocratico danese e commissario all’Energia della Ue. 🔗 Leggi su Laverita.info

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Non so se chiedere scusa agli abitanti di Massa o Di Carrara e faceva pure schifo eh! andate a vedervi l' originale - facebook.com facebook
La scusa, capito. Tipo il cane mi ha mangiato il libro professoré x.com