La crescita resta ferma al palo e non solo per colpa dell’Iran
L’economia italiana si mantiene stabile, anche se la crescita resta ferma. La situazione non dipende esclusivamente dall’Iran, e gli effetti della guerra in quella regione sono valutati come gestibili. Si prevede che il conflitto non si protragga a lungo e che non provochi una crisi energetica paragonabile a quella del 2022. La situazione attuale rimane sotto osservazione, senza indicazioni di cambiamenti imminenti.
Gli effetti della guerra in Iran sull’economia italiana sono considerati gestibili, con l’ipotesi di un conflitto che non durerà a lungo e che non porterà a una crisi energetica simile a quella del 2022. Eppure, nonostante questo, la crescita in Italia non riesce a ripartire. Neanche nel migliore degli scenari, quello di un conflitto che terminerà a breve. Le previsioni contenute nella Congiuntura Ref mostrano come la nostra economia continui ad arrancare, con una crescita che nel 2026 sarà ancora da zero virgola. Ferma allo 0,4%, nonostante la spinta del Pnrr che sembra in realtà fondamentale per evitare la recessione. Anche l’inflazione, secondo queste stime, salirà ma su livelli tutto sommato contenuti, al 3,2%.🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

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