Papà-boss al 41-bis figlio in alta sicurezza a Terni | sì alla videochiamata

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso del ministero della giustizia e ha confermato la possibilità di un colloquio in videoconferenza tra un detenuto sottoposto al regime del 41-bis e il suo figlio, che si trova in alta sicurezza a Terni. Entrambi sono in carcere per reati legati alla mafia. La decisione riguarda la possibilità di incontri tramite video tra persone detenute in diverse sezioni di sicurezza.

L’ok del tribunale di sorveglianza e il ricorso del ministero della giustizia per il rischio che durante i colloqui i due si scambiassero messaggi in codice: la decisione della Cassazione Tutto nasce dall’ordinanza con cui il magistrato di sorveglianza de L’Aquila aveva autorizzato un colloquio visivo mensile, tramite piattaforme digitali certificate dal ministero, tra un detenuto ristretto in regime di carcere “duro”, il 41-bis, e il figlio, anch’egli detenuto per appartenenza alla stessa organizzazione mafiosa e ristretto nella sezione AS3 della casa circondariale di Terni. Il tribunale di sorveglianza de L’Aquila aveva poi confermato questa decisione, nonostante il parere contrario della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. 🔗 Leggi su Ternitoday.it

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Si parla di: Papà-boss al 41-bis, figlio in alta sicurezza a Terni: sì alla videochiamata; Gratteri, ti voglio sparare: il boss minaccia il procuratore dalla cella del carcere. Intercettato, finisce al 41 bis.

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