Il monaco assolto | Nel mio ordine indù cannabis per rituali

Nel 2022, in una casa isolata tra i boschi dell’Appennino, si sono svolti i fatti che hanno portato davanti alla Corte d’Appello un monaco di un ordine induista. La vicenda riguarda l’uso di cannabis durante riti religiosi e si è conclusa con l’assoluzione dell’uomo. La corte ha esaminato le prove e la documentazione presentata, decidendo di non procedere con accuse nei suoi confronti.

Forlì, 5 aprile 2026 – Tra i boschi dell’Appennino, tra Rocca San Casciano e Premilcuore, in una casa isolata senza riscaldamento, prende forma nel 2022 una vicenda finita ora davanti alla Corte d’Appello. Per Jawan Giri, forlivese classe 1991, l’esito è un’assoluzione piena “perché il fatto non sussiste”. Al centro, una coltivazione di cannabis che la difesa, affidata all’avvocato Andrea Romagnoli, ha ricondotto a un uso religioso, legato a un percorso intrapreso all’interno di un ordine ascetico induista della tradizione dei sadhu shivaiti, devoti al culto di Shiva. Il viaggio in India. Il punto di partenza è un viaggio in India, dopo la laurea in Infermieristica. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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© Ilrestodelcarlino.it - Il monaco assolto: “Nel mio ordine indù cannabis per rituali”

In Nepal si celebra il Festival di Shivaratri: vecchi e giovani indù fumano cannabis(LaPresse) Santoni indù e devoti, per lo più giovani, hanno celebrato il festival di Shivaratri a Kathmandu, capitale del Nepal.

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