Uno spettacolo per celebrare l’eredità letteraria di Fabrizia Ramondino
Un evento teatrale rende omaggio all’opera di Fabrizia Ramondino attraverso uno spettacolo che mette in scena una stanza come simbolo di conflitto interiore. L’attore Lino Musella interpreta un compositore in canottiera e pantaloncini, che si muove tra strumenti musicali, ricordi e rancori. La rappresentazione si focalizza sulle tematiche legate all’eredità letteraria dell’autrice, offrendo un’immagine di introspezione e memoria.
Al centro, una stanza, lo spazio di un conflitto interiore. Un compositore in canottiera e pantaloncini, interpretato dall’attore Lino Musella, si muove tra strumenti musicali, ricordi, rancori. La scena è abitata da presenze che prendono forma negli archi: la madre è rappresentata da un violino instabile, la moglie da una viola quasi anaffettiva, la figlia da un violoncello mobile, l’amico è un contrabbasso. Insieme a Musella calcano la scena Iaia Forte, Tania Garribba, Giorgio Pinto, India Santella, Matteo De Luca. Le scene – realizzate dallo stesso Martone – sono arricchite dai costumi di Ortensia De Francesco e dalle luci di Cesare Accetta.🔗 Leggi su Linkiesta.it

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