Social e minori corsa dei partiti per introdurre nuove regole Perché stavolta potrebbe funzionare
In diverse nazioni si stanno moltiplicando le iniziative legislative per regolamentare l’uso dei social da parte dei minori. Recentemente, un episodio in cui uno studente di tredici anni ha condiviso un video di un’aggressione su Telegram ha riacceso il dibattito, mentre decisioni di tribunali internazionali e interventi dell’Unione Europea puntano a introdurre norme più stringenti. La corsa delle istituzioni a intervenire si intreccia con le sfide di un mondo digitale in rapida evoluzione.
Il caso dello studente tredicenne che ha accoltellato la sua insegnante postando il video su Telegram, le recenti sentenze statunitensi sugli effetti degli algoritmi e le contromosse della Commissione europea per spingere gli Stati membri a regolamentare i social. L’attualità riporta al centro del dibattito il tema dell’accesso alle piattaforme per i minori e, di riflesso, anche in Parlamento si registra un nuovo attivismo trasversale. Le iniziative già esistenti sulla questione, in realtà, non mancano: tra Camera e Senato giacciono diversi disegni di legge, sostenuti anche da larghe maggioranze. Ma nessuno, finora, è riuscito a completare l’iter.🔗 Leggi su Open.online
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