Rava una vita sotto i colpi del jazz | La musica resta un mistero quotidiano L’Ia un orrore | temo un mondo finto

Enrico Rava, noto trombettista jazz italiano con una carriera iniziata nelle cantine di Torino e proseguita a New York negli anni Sessanta, è tornato attivo nel mondo musicale. Durante un’intervista, ha commentato come la musica rappresenti un mistero quotidiano e ha espresso preoccupazioni riguardo all’intelligenza artificiale, definendola un orrore e temendo un mondo artificiale. La sua esperienza si estende dagli inizi in Italia fino alla scena internazionale del jazz.

Enrico Rava, la star italiana della tromba jazz più famosa al mondo, con una storia partita dalle cantine carbonare di Torino e decollata nella New York rivoluzionaria degli anni Sessanta, è di nuovo in pista. Stasera 4 aprile sarà in scena al Blue Note (doppio turno 20.30 e 23), per presentare il progetto “ The Fearless Five Plus One ”, con Matteo Paggi al trombone, Francesco Diodati alla chitarra, Francesco Ponticelli al contrabbasso, Evita Polidoro a batteria e voce ed Esmeralda Sella al pianoforte. Lei, Rava, e i Fearless Five, i cinque impavidi. Oggi di cosa ha paura un musicista jazz? "Il musicista jazz è un precario per definizione, non solo nel lavoro, ma nell’atto creativo. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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© Ilgiorno.it - Rava, una vita sotto i colpi del jazz: "La musica resta un mistero quotidiano. L’Ia un orrore: temo un mondo finto"

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