Pasqua tra gelo e guerra | il grido di pace del vescovo di Avellino

Questa Pasqua si svolge in un clima insolito, con temperature molto basse e abbondanti nevicate che hanno interessato le zone di montagna e le colline circostanti. La neve ha ricoperto Montevergine e il Terminio, creando un paesaggio invernale anche in questa stagione. Il momento coincide con un periodo di conflitto, e il vescovo di Avellino ha rivolto un appello per la pace.

Tempo di lettura: 4 minuti? Ricorderemo questa Pasqua 2026 in una cornice natalizia di gelo e di neve gettata a valanghe a Montevergine e al Terminio e che ha imburrato anche le colline più basse. I ciliegi che avevano iniziato a fiorire hanno interrotto la tessitura del velo bianco da sposa e hanno ripreso sciarpe e cappotti per difendere i fiori cuccioli che avevano fretta di uscire. Da tempo il gelo ha preso i cuori dei grandi della terra che giocano alla guerra, quella vera, con la stessa semplicità con cui lo facevano da bambini coi soldatini di piombo. Nelle nostre Chiese il Triduo Pasquale, centro dell’Anno Liturgico, continua a narrare l’intimità di una Cena Ultima, lo sfiguramento umano di un Condannato che ha il coraggio di perdonare ai persecutori, di una Tomba occupata solo per poche ore con un grattino da parcheggio. 🔗 Leggi su Anteprima24.it

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