Pane rose spinose e lotta di classe | La precarietà toglie l’idea di futuro
Un timido sole illumina il cortile di un panificio industriale, dove gli operai lavorano con fatica tra macchinari rumorosi e scartoffie. La precarietĂ lavorativa che caratterizza il settore rende difficile immaginare un futuro stabile, mentre le richieste di salari dignitosi si scontrano con le difficoltĂ delle aziende. La lotta di classe si fa strada tra le mura di questa attivitĂ , simbolo di un sistema economico che mette in discussione i diritti dei lavoratori.
“Vogliamo il pane, ma anche le rose“, diceva un vecchio slogan, ma a volte produrre il pane – da operai in un panificio industriale – piĂą che rose, porta spine. Cioè conflitti col padrone e anche con il sindacato, e poi ritmi di vita quasi insopportabili, pericoli reali per la propria incolumitĂ , oltre che una condizione precaria destabilizzante. Henrik Johansson, scrittore svedese working class, ha ambientato il suo romanzo Raya – tradotto in italiano da Alegre con il titolo Teglie di rabbia – in un panificio industriale. La protagonista, Raya appunto, è una giovane lavoratrice precaria, con una madre sindacalista nella stessa azienda e il patrigno come caporeparto, e si troverĂ a lottare per i propri diritti di lavoratrice e di donna in un ambiente difficile.🔗 Leggi su Quotidiano.net

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