Il corsivo cancellato come l’addio alla penna sta riscrivendo il nostro cervello Perché la scrittura a mano non vuole morire

L'estate del 1985 segnò un cambiamento nei programmi della scuola elementare, con l'introduzione di nuove metodologie didattiche. Da allora, l'uso della scrittura a mano ha diminuito progressivamente, sostituito da strumenti digitali. La scomparsa del corsivo dalle aule e il declino della penna sono legati a questa evoluzione, che ha coinvolto anche le pratiche di apprendimento e il modo in cui il cervello si abitua a elaborare le informazioni.

Fu l'estate del 1985. I programmi didattici per la scuola elementare – oggi chiamata primaria – subirono una mutazione silenziosa, destinata a produrre effetti a catena per generazioni. La calligrafia, da disciplina obbligatoria, divenne una scelta lasciata alla discrezione dei maestri. Molti, comprensibilmente, smisero di insegnarla. Perché perdere tempo dietro ai svolazzi, quando ci sono nozioni più "utili" da trasmettere? L'articolo. 🔗 Leggi su Orizzontescuola.it

Giornata mondiale della scrittura a mano e in corsivo: tra storia, benefici cognitivi e arte del gesto graficoDa qualche tempo nel mondo si celebra la Giornata mondiale della scrittura a mano e in corsivo, istituita nel 1977 negli Stati Uniti dalla Writing...

Giornata scrittura a mano, neurologo ‘rinunciare impoverisce linguaggio e cervello’(Adnkronos) – La scrittura a mano non è solo uno strumento di comunicazione, ma una vera e propria "forma di espressione del pensiero".

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