Giuseppe De Simone da padre Antonio Loffredo al film La salita | Recitare è sentirmi vivo

Giuseppe De Simone, cresciuto nel rione Sanità, ha condiviso la sua esperienza di attore parlando del personaggio Vincenzo nel film La salita. Ha spiegato che recitare gli permette di sentirsi vivo, e ha descritto il percorso che lo ha portato dal mondo di origine ai set cinematografici. De Simone ha parlato di come il ruolo rappresenti per lui una forma di riscatto, ma anche di fragilità e scoperta personale.

Ci sono storie che si costruiscono, e altre che emergono. Quella di Vincenzo, in La salita di Massimiliano Gallo, il film al cinema dal 9 aprile con Fandango, sembra appartenere a questa seconda categoria: non è il risultato di una traiettoria lineare, ma il punto in cui esperienze, errori, deviazioni e incontri trovano improvvisamente una forma. Non è un personaggio che si impone. È qualcosa che affiora. Nel carcere minorile di Nisida, spazio simbolico più che realistico, Vincenzo non rappresenta solo una possibilità narrativa, ma una tensione più profonda: quella del riscatto. Non un riscatto spettacolare o definitivo, ma un movimento interno, fatto di consapevolezza, di aperture improvvise, di momenti in cui si intravede qualcosa che prima non si riusciva a vedere.🔗 Leggi su Virgilio.it

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© Virgilio.it - Giuseppe De Simone, da padre Antonio Loffredo al film La salita: “Recitare è sentirmi vivo”

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