Cosa resta dei viaggi a Cuba?

I viaggi a Cuba sono segnati da hotel chiusi, problemi energetici e un’immagine in evoluzione. La situazione attuale mette in discussione le esperienze di chi visita l’isola, con molte strutture alberghiere che restano inattive e difficoltà legate alla fornitura di energia. La percezione di Cuba come meta turistica sta cambiando, portando a riflettere su cosa significhi davvero viaggiare in un luogo così complesso.

I numeri del turismo: un crollo che racconta la crisi Secondo l’Onei, l’Istituto nazionale cubano di statistica, nel 2025 gli arrivi internazionali si sono fermati a 1,8 milioni, con un calo del 18% rispetto all’anno precedente. Un numero lontano dai 2,6 milioni previsti dal governo e lontanissimo dai 4,7 milioni del 2018, ultimo anno «normale» prima della pandemia. È il dato peggiore degli ultimi vent’anni, escluso il biennio segnato dal Covid. A diminuire sono stati soprattutto i mercati storici: Canada, Russia, Stati Uniti e Messico. Anche l’Europa ha segnato un arretramento netto, con la Germania che ha perso quasi la metà dei visitatori e Spagna e Francia in forte contrazione. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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Temi più discussi: Cosa resta dei viaggi a Cuba?; Guerra nel Golfo, caro carburanti e dollaro forte continuano a pesare sui viaggi organizzati. Assoviaggi: La pressione sui costi resta elevata, servono interventi urgenti; Pasqua: 10,6 milioni di italiani in viaggio, l’85% resta in Italia con un giro d’affari di 5,5 miliardi; Gite scolastiche, è crisi: uno studente su due resta a casa. I viaggi costano troppo, ma c'è anche chi non ha voglia di partire con i compagni.

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