Coltivavano marijuana assolti monaci induisti | Rientra nella loro pratica religiosa
Due italiani di religione induista sono stati assolti dall’accusa di coltivazione di marijuana. La corte ha stabilito che la coltivazione rientrava nella loro pratica religiosa e, per questo motivo, non costituisce reato. La vicenda giudiziaria si è conclusa con un’assoluzione totale, chiudendo così un procedimento che li aveva visti coinvolti in un’azione legale.
Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria che ha coinvolto due italiani, di cui uno forlivese, di religione induista. Nel gennaio del 2023, i due monaci erano stati condannati in primo grado, a 5 mesi e 10 giorni di reclusione e a 800 euro di multa ciascuno per coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti. Il provvedimento era stato impugnato dalla difesa, affidata all’avvocato Andrea Romagnoli. Il 3 aprile la Corte d’Appello di Bologna ha ribaltato la sentenza, assolvendo entrambi "perché il fatto non sussiste". All’origine del procedimento la coltivazione di cannabis in un eremo isolato dell’Appennino, tra Premilcuore e Rocca San Casciano.🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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