Addio caccia popolare ora il governo favorisce i ricchi pure nell’attività venatoria E punta a farlo anche coi soldi dell’Ue
Negli ultimi anni, le politiche legate alla caccia sembrano aver subito un cambiamento significativo. Mentre un tempo si parlava di una caccia praticata come tradizione familiare, ora le norme sembrano favorire chi può permetterselo, con un'attenzione crescente alle risorse provenienti dall'Unione Europea. Questa evoluzione appare destinata a modificare il rapporto tra cittadini e attività venatoria, spostando l’attenzione da pratiche accessibili a tutti a interessi più esclusivi.
C’era una volta la caccia sociale, quella accessibile a tutti e non basata su logiche di profitto. Quella, per intenderci, portata avanti nelle famiglie “per tradizione”, perchĂ© cacciatore era il nonno, o il papĂ . Ebbene, nei piani del governo Meloni quel modo – e quella cultura – di praticare l’attivitĂ venatoria dev’essere accantonato in favore del tornaconto economico. Tradotto: a sparare nei boschi ci andrĂ chi ha i soldi per farlo. Cioè per sostenere un nuovo modello fondato 1) sulla caccia per persone benestanti, 2) sullo sfruttamento degli animali a fini commerciali (selvaggina), 3) sulle aziende faunistico-venatorie, il luogo in cui questo modello trova attuazione. L’operazione Coldiretti-Meloni. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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