Trasformare l’adulterio in arma politica è la furbizia più scema della sinistra italiana
Un commento pubblicato online critica l’uso dell’adulterio come strumento politico, definendolo una strategia insensata della sinistra italiana. L’autore cita inoltre una celebre frase di Maurizio Costanzo, che paragona le ex compagne di alcuni personaggi pubblici a imprenditrici di boutique, sottolineando un cambiamento nel modo di affrontare le relazioni private rispetto al passato. La discussione si concentra sul modo in cui temi personali vengono sfruttati nel panorama mediatico e politico.
Anche voi, lo so, avete pensato a Maurizio Costanzo. A quella frase che diceva sulle incapaci in tv, sul fatto che una volta i commendatori alle amanti aprivano una boutique, adesso un programma in televisione. Io ci ho pensato – più che leggendo i titoli sull’intervista in cui una signora che non avevo mai sentito nominare, Claudia Conte, avrebbe detto d’essere l’amante d’un ministro in carica – vedendo il tweet (o come si chiamano ora) di Mario Giordano, che stigmatizzava fossimo passati dall’amichettismo all’amantismo (che il dio delle parole orrende abbia pietà di noi tutti). Pensa essere Mario Giordano e illudersi che sia una novità, che non sia ciò che è più accaduto dall’emancipazione in poi, che non siano decenni che va così: non più il visone come Alberto Sordi all’amante nel “Vedovo”, devi regalarmi, ma una carriera. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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