Ungheria al voto la piazza pro-Ue contro le ingerenze russe | Magyar avanti su Orban ma è incognita indecisi
A dieci giorni dal voto in Ungheria, le strade di Budapest si sono riempite di manifestanti che hanno gridato “Russi, go home!”, richiamando le proteste storiche contro l’invasione sovietica. La piazza si è divisa tra chi sostiene il governo e chi si oppone alle ingerenze russe, con un’attenzione particolare alle influenze esterne e alle tensioni con l’Unione europea. La campagna elettorale si avvicina, mentre gli indecisi giocano un ruolo cruciale nel risultato finale.
«Russians, go home!». Lo slogan che ha attraversato la storia ungherese - trovando voce nelle barricate del 1956 contro l’Armata rossa e poi nelle piazze della transizione post-sovietica - è tornato a riecheggiare a Budapest, a dieci giorni dal voto considerato uno spartiacque per l’Europa intera. Nel centro congressi di Duna Rendezvenyhaz, sulle sponde del Danubio, il fronte pro-Ue che sfida Viktor Orban si è riunito sotto l’egida del Partito democratico europeo scegliendo parole nette e programmatiche: libertà, democrazia, stato di diritto. Valori da difendere - è stato il messaggio della conferenza contro le interferenze di Mosca - «contro ogni deriva autoritaria», sostenendo il leader dell’opposizione Peter Magyar che, il 12 aprile, proverà a capitalizzare un consenso in ascesa soprattutto nelle aree rurali. 🔗 Leggi su Feedpress.me

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