La convenienza elevata a principio
In una riflessione sulla figura politica, si afferma che un buon politico può essere definito dalla somma di difetti borghesi come incoerenza, falsità, opportunismo e ipocrisia. Si menziona anche Giuseppe Conte come esempio di persona che, secondo questa prospettiva, incarna queste caratteristiche. La discussione si concentra su come determinati tratti possano essere interpretati come elementi di un comportamento politico, senza entrare in giudizi di valore o considerazioni personali.
Se un buon politico è una somma di difetti borghesi (incoerenza, falsità, spudoratezza, opportunismo, cinismo, doppiezza, ipocrisia) allora Giuseppe Conte è un buon politico. Di più: è un Forlani che ha studiato da pm, un Gava con retorica moralista, un Mastella che si crede Robespierre. Conte trasforma ogni convenienza in principio: potete ammirarlo e pensare che abbia capito come gira il mondo, oppure ripensare alla vostra buona educazione e trovarlo irritante oltre misura: ciascuno ha la sua, di misura. L'ultima scena: il pranzo con Paolo Zampolli, vicinissimo a Trump, con Conte che si offende, parla di illazioni, spiega che era tutto limpido. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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