Due pubblici ufficiali ai domiciliari a Pesaro sfratto rallentato e avvocato minacciato
Due pubblici ufficiali sono stati posti agli arresti domiciliari a Pesaro con l’accusa di tentata concussione e falso. Secondo le indagini, avrebbero tentato di rallentare un procedimento di sfratto attraverso minacce. La vicenda riguarda l’attività di funzionari pubblici dell’ente di tutela ambientale locale. Non sono stati forniti altri dettagli sulle circostanze specifiche dell’episodio o sui nomi coinvolti.
Due pubblici ufficiali dell’Ufficio Notificazioni, Esecuzioni e Protesti sono stati posti agli arresti domiciliari a Pesaro con l’accusa di tentata concussione, falso in atto pubblico e rifiuto di atti d’ufficio. I provvedimenti sono stati eseguiti nella giornata odierna dai Carabinieri, come disposto dal G.I.P. del Tribunale locale, a seguito di indagini che hanno fatto emergere gravi indizi di condotte intimidatorie ai danni di un avvocato, con l’obiettivo di ostacolare una procedura di sfratto. Le indagini e le misure cautelari Stando alle informazioni pubblicate sul sito dei Carabinieri, l’operazione è stata condotta dai militari della Sezione di Polizia Giudiziaria – aliquota Carabinieri – con il supporto del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Pesaro. 🔗 Leggi su Virgilio.it

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