Donald Trump va alla corte suprema per difendere la revoca dello ius soli
Il 1° aprile, per la prima volta di un presidente in carica, Donald Trump si è recato davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti per difendere la revoca dello ius soli, il principio che assegna la cittadinanza ai figli di immigrati nati nel paese. La sua presenza in tribunale ha rappresentato un passo senza precedenti nella storia politica recente, in un procedimento che riguarda una questione di diritto costituzionale e immigrazione.
È entrato in aula con grandi speranze, considerando le ripetute decisioni a suo favore della corte, che ha una maggioranza conservatrice, ma probabilmente ne è uscito un po’ meno fiducioso. La maggioranza dei nove giudici non è apparsa infatti disposta a dare un via libera al suo ordine esecutivo di revoca dello ius soli, l’elemento più audace della sua linea dura sull’immigrazione. La corte, guidata da più di vent’anni dal conservatore John Roberts, ha sottolineato che le argomentazioni dell’amministrazione sono giuridicamente deboli e intrinsecamente impraticabili. Il quattrodicesimo emendamento afferma che “tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti, e soggette alla loro giurisdizione, sono cittadini degli Stati Uniti”.🔗 Leggi su Internazionale.it

Dazi: la Corte Suprema USA abbandona Trump
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