Divorzio low cost all' estero per pagare meno di mantenimento ma i giudici svelano il trucco

Un procedimento di divorzio intrapreso all’estero con l’obiettivo di ridurre gli importi di mantenimento è stato invalidato dalla Cassazione, che ha richiamato la mancata corresponsione degli alimenti da parte dell’interessato. La decisione si basa sulla constatazione che, nonostante il divorzio fosse stato concluso all’estero, gli obblighi di mantenimento stabiliti dai tribunali italiani devono essere rispettati, e quindi sono stati riattivati.

Divorzia all’estero per pagare meno di alimenti, ma siccome non ha mai pagato un euro, la Cassazione annulla tutto e impone di versare quanto stabilito dal Tribunale e dalla Corte d’appello di Perugia. Secondo i giudici non basta dire di avere pochi soldi o lamentare difficoltà nei rapporti con il figlio per sottrarsi all’obbligo di versare l’assegno di mantenimento. L’uomo, un cinquantenne perugino, era stato condannato per il mancato versamento dei mezzi di sussistenza dovuti all’ex moglie e al figlio, attraverso un tentativo difensivo particolare: una sentenza di divorzio ottenuta all’estero, che aveva fissato un assegno di importo inferiore rispetto a quanto stabilito dai giudici italiani. 🔗 Leggi su Perugiatoday.it

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