Sguardi sulla fine della storia da Quinto Potere a Giorgio Locchi
Un testo pubblicato a Roma il 1 aprile mette in discussione la concezione di nazioni e popoli, affermando che non esistono distintamente, ma solo un sistema di sistemi. La citazione evidenzia una visione unitaria della realtà, singolarmente presentata senza ulteriori commenti o interpretazioni. Il contenuto si inserisce in un contesto che analizza le teorie sulla struttura globale e le sue implicazioni.
Roma, 1 apr – “ Non vi sono nazioni, non vi sono popoli. esiste soltanto un unico sistema di sistemi ”. Il monologo di Arthur Jensen in Quinto Potere (1976) non mette semplicemente in scena la hybris del capitalismo finanziario, ma qualcosa di più preciso e radicale. In quelle parole c’è la descrizione di un potere economico che si impone sulla politica, ma soprattutto la formulazione, quasi teologica, di un mondo in cui la storia smette di essere il campo dell’azione umana per diventare un processo da amministrare. Quando Jensen liquida nazioni, ideologie e conflitti come residui del passato e, allo stesso tempo, promette un ordine futuro... 🔗 Leggi su Ilprimatonazionale.it

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