Italia fuori dai mondiali ragazzi esclusi da un rito collettivo
L’Italia non partecipa ai prossimi mondiali di calcio, una sconfitta che ha coinvolto anche i giovani, esclusi da un evento che rappresenta un momento di aggregazione nazionale. Il calcio, da sempre considerato parte integrante della cultura del paese, continua a essere un elemento di forte identità, anche se questa volta le aspettative sono state disattese. La delusione si fa sentire tra chi vedeva nello sport un simbolo di unione e tradizione condivisa.
“Il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti”, disse un giorno Arrigo Sacchi, ed è difficile non condividere la massima di uno dei migliori allenatori della storia di questo sport: per gli italiani il pallone è tradizione e memoria collettiva. Inevitabile quindi che la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali incida sullo stato d’animo dei connazionali. “Il calcio ci tocca così tanto perché veniamo da una storia frammentata, fatta di Comuni e piccoli Stati. Le squadre in fondo sono l’eredità moderna di quelle identità locali”, spiega a LaSalute di LaPresse David Lazzari, presidente dell’Osservatorio benessere psicologico e salute e past president del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi.🔗 Leggi su Lapresse.it

Italia fuori dai Mondiali: l'incubo Italia-Irlanda del Nord ritorna
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