Al calcio italiano non serve un miracolo ma un buon ufficio tecnico
Nel calcio italiano, il problema non risiede nella mancanza di un intervento straordinario, ma nella necessità di un settore tecnico più competente. Attualmente, il reparto sportivo di molte squadre e delle istituzioni calcistiche non mostra segnali di crisi grave, tanto che si può dire che non rischia il commissariamento. Questa situazione evidenzia come la gestione sportiva richieda interventi concreti e qualificati per migliorare la competitività del calcio nel paese.
di Marco Quargentan Siamo onesti: se il “Bel Paese” fosse un’azienda, l’attuale reparto sportivo nel suo complesso sarebbe uno dei pochissimi a non rischiare il commissariamento. I risultati recenti ci dicono che l’Italia ha smesso di essere la terra del “miracolo isolato”. Per anni, l’inferno dello sport italiano è stata l’improvvisazione. Oggi invece, per esempio, le federazioni del Tennis (FITP) e del Volley (FIPAV) sembrano uscite da un saggio sull’efficienza industriale. Hanno creato accademie, investito sui tecnici e trasformato il talento grezzo in un prodotto seriale di lusso. Se Sinner è la punta dell’iceberg, la base è un blocco di ghiaccio solidissimo fatto di centri federali che funzionano meglio delle nostre anagrafi comunali.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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