Ingegneria naturalistica a Gravina | il ' Bosco Difesa Grande' diventa un laboratorio anti-rischio idrogeologico
A Gravina, il Bosco Difesa Grande si trasforma in un esempio di ingegneria naturalistica con l’obiettivo di ridurre il rischio idrogeologico. L’intervento prevede l’utilizzo di legno e piante autoctone al posto del cemento per la protezione del suolo. La realizzazione è frutto di una collaborazione tra il Dipartimento Protezione Civile della Regione Puglia e l’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’.
Il progetto è curato dall'Università di Bari e dalla Protezione Civile della Regione Puglia: la sicurezza e la stabilizzazione del territorio sono consolidate attraverso l'utilizzo di materiali naturali Non più solo cemento, ma legno e piante autoctone per proteggere il suolo. Il Bosco Difesa Grande, a Gravina, si trasforma in un modello di resilienza grazie alla collaborazione tra il Dipartimento Protezione Civile della Regione Puglia e l’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’. L’iniziativa, che vede in prima linea il Disspa (Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti), punta a consolidare la sicurezza del territorio attraverso tecniche di ingegneria naturalistica. 🔗 Leggi su Baritoday.it

Cortina diventa laboratorio anti-aging: il metodo che rivoluzionaLe Olimpiadi di Milano-Cortina hanno offerto una vetrina inaspettata per un tema cruciale: la longevità.
Nuove norme anti-alluvione, l'allarme di Cna: "Piano idrogeologico troppo invasivo e investimenti a rischio"Il presidente Siboni di Cna Forlì-Cesena: "L'incertezza paralizza le imprese, la Regione intervenga subito per evitare la stagnazione" “Una...