Il governo cileno di estrema destra revoca la regolarizzazione di 182mila migranti

Il governo cileno di estrema destra ha annunciato il 30 ottobre la revoca della regolarizzazione di circa 182.000 migranti che avevano ottenuto un visto temporaneo. La decisione riguarda persone che avevano ottenuto permessi di soggiorno attraverso un processo di regolarizzazione avviato in passato. La revoca si applica a tutti i migranti coinvolti e sarà effettiva a partire dalla data dell'annuncio.

Il governo cileno guidato dal presidente di estrema destra José Antonio Kast ha annunciato il 30 marzo la revoca della regolarizzazione di circa 182mila migranti, prevista dalla precedente amministrazione di sinistra. Kast si era insediato l’11 marzo con l’impegno ad attuare la linea dura contro l’immigrazione irregolare. “Ma non procederemo a questa regolarizzazione di massa”, ha dichiarato il direttore del Sermig, Frank Sauerbaum. “È un’ottima cosa che il decreto non sia entrato in vigore perché abbiamo scoperto che seimila persone su 182mila hanno comesso reati”, ha affermato il Sermig. Cinque giorni dopo il suo insediamento, Kast aveva raggiunto la regione di Arica e Parinacota, nel nord del paese, per supervisionare la costruzione di barriere che dovrebbero impedire l’ingresso dei migranti dal Perù e dalla Bolivia.🔗 Leggi su Internazionale.it

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