La furia di Meloni anche su Leonardo | chi può arrivare al posto di Cingolani

A una settimana dalla vittoria del “no” nel referendum, si segnala una forte reazione da parte di Giorgia Meloni, che ha coinvolto anche Leonardo e la posizione di Cingolani. La dirigente politica ha espresso una forte critica sulla gestione e sulla scelta politica relativa al settore, lasciando intendere possibili ripercussioni sulla leadership e sulle future nomine. La vicenda si inserisce in un contesto di tensioni interne e confronti politici.

Dopo i ribaltoni nel governo e in Fratelli d’Italia, a rischio diverse poltrone degli ad delle partecipate. Come quella della più importante azienda della Difesa. Il nome che avanza è stato suggerito da Fazzolari alla premier. Meno male che era un voto nel merito e che non avrebbe avuto ripercussioni politiche. La verità è che, a una settimana dalla vittoria del “no”, la furia post débâcle referendaria di Giorgia Meloni non si è ancora placata. E, dopo aver travolto partiti e governo (con le teste rotolate dei vari Delmastro, Bartolozzi, Gasparri e Santanchè), ora è pronta ad abbattersi anche sulle partecipate di Stato, nell’imminente e decisiva tornata di nomine che inizia nella primavera 2026, l’ultima prima delle Politiche che sono fissate nel 2027 (a meno di irresistibili voglie di elezioni anticipate). 🔗 Leggi su Lettera43.it

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