La favola politica della Regina che sfidò gli dei e perse il consenso del popolo
In un paese immaginario, una regina arrivò al potere attraverso le sue capacità oratorie. La sua gestione si caratterizzò per uno stile autoritario e deciso, suscitando reazioni contrastanti tra la popolazione. La narrazione si concentra su come le sue decisioni e i suoi comportamenti abbiano influenzato il rapporto con i cittadini e sulla percezione pubblica della sua figura.
di Angela Catalini C’era una volta un paese in cui regnava una regina dispotica e intransigente. Era stata eletta dal popolo perché sapeva usare bene le parole. Riusciva a convincere la gente delle cose più assurde, instillava nelle loro menti i pensieri più beceri e miseri. Il popolo si beveva ogni parola come se fosse oro colato, erano pronti a sostenerla anche quando per farlo dovevano spingersi sull’orlo di un burrone. Aveva addormentato le coscienze e i cuori per ricavare il massimo profitto da tasse e dai balzelli, che non mancava di imporre con il sorriso accomodante, con un innocuo occhiolino, magari una pacca sulla spalla. La gente era talmente abituata a prendere legnate, che ormai camminava a capo chino e ad alcuni era spuntata persino una gobba.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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