Dalla notte dei fuochi a Palazzo Cavallo Curina il sindaco partigiano del dialogo

Nella notte del 1944, l’Appennino toscano si illumina con fuochi accesi simultaneamente, segnando un momento di presenza e di tensione. Nei giorni successivi, il sindaco, figura nota per il suo ruolo durante il periodo partigiano, si distingue per il suo impegno nel mantenere il dialogo tra le diverse componenti della comunità. La scena si svolge tra le mura di Palazzo Cavallo, luogo simbolico di quegli eventi.

D’Ascoli In una notte del 1944 l’Appennino toscano si accende. Fuochi avviati in contemporanea che segnalano una presenza. Una sfida, quasi una dichiarazione politica: la Resistenza è viva, organizzata, pronta. Dietro quell’iniziativa spettacolare c’è anche la mano discreta di Antonio Curina, maestro elementare e direttore didattico, destinato di lì a poche settimane a diventare il primo sindaco di Arezzo liberata, con cui inizia il nostro viaggio negli undici sindaci di Arezzo della storia repubblicana. La sua non è la storia di un capo carismatico nel senso tradizionale, ma di un uomo che costruisce relazioni, prova a tenere aperto il dialogo anche quando tutto spinge verso la contrapposizione. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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© Lanazione.it - Dalla notte dei fuochi a Palazzo Cavallo. Curina, il sindaco partigiano del dialogo

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