Curcuma ‘Giano bifronte’ i rischi dell’integratore secondo la scienza
Negli ultimi anni, la curcuma, nota spezia dorata impiegata anche in medicina tradizionale, ha riscosso grande popolarità come integratore alimentare. Recenti studi scientifici hanno evidenziato alcuni rischi associati all’uso di un particolare prodotto chiamato “Giano bifronte”, mettendo in luce potenziali effetti collaterali e limitazioni nella sua assunzione. La ricerca si concentra sulla composizione e sulla sicurezza di questa formulazione specifica.
Negli ultimi anni la curcuma, celebre spezia dorata usata anche in medicina tradizionale, ha conosciuto un grande successo sul fronte della salute. Studi su cellule e animali da laboratorio hanno attribuito a questa pianta, in particolare ai suoi estretti e alla curcumina in essa contenuta, effetti a ntinfiammatori, antiossidanti, antipertensivi e neuroprotettivi. Tutto bene, allora? Non proprio, perché di pari passo sono arrivate le segnalazioni relative ad effetti avversi su fegato e mucose. “Possiamo davvero definirlo un integratore bifronte”, dice a LaSalute di LaPresse Antonella Di Sotto, professoressa associata di Farmacognosia e Fitoterapia presso il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia “V.🔗 Leggi su Lapresse.it

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