Caso caporalato no a controllo giudiziario per l’azienda del cognato del governatore Fontana
Il gip di Milano ha respinto la richiesta della Procura di sottoporre a controllo giudiziario un'azienda collegata al cognato del governatore. La decisione riguarda il caso di caporalato di cui si occupano le autoritĂ giudiziarie. La procura aveva avanzato l'istanza per la gestione giudiziaria dell'impresa, ma il giudice ha negato l'autorizzazione. La vicenda coinvolge aspetti legati alla presunta attivitĂ illegale nel settore del lavoro.
Il gip di Milano ha rigettato la richiesta della Procura di sottoporre a controllo giudiziario Dama, societĂ del marchio Paul&Shark, e la Alberto Aspesi, accusate di concorrere nello sfruttamento dei lavoratori impiegati da un laboratorio gestito da cinesi cui era stata subappaltata la produzione di alcuni capi di abbigliamento. Per il giudice, "non sussistono i presupposti" del provvedimento chiesto. E "non può ritenersi provato che i due indagati", l’ad Andrea Dini (cognato del governatore lombardo Attilio Fontana: foto) e il presidente della societĂ Francesco Umile Chiappetta, "abbiano direttamente assunto, impiegato o utilizzato i lavoratori" determinando "direttamente o intermediando il loro effettivo impiego in condizioni di sfruttamento". 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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La procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario in via d'urgenza della societĂ Dama, titolare del marchio Paul & Shark e Alberto Aspesi Spa. Si tratta del filone che mira ad accertare casi di caporalato nell'industria della moda. x.com