Perché la recessione è davvero dietro l' angolo spiegato da uno storico non catastrofista
Uno storico noto per le sue posizioni moderate ha recentemente confrontato gli attuali segnali economici con lo choc petrolifero del 1973, affermando che si sta seguendo un percorso simile. La sua analisi evidenzia come alcune dinamiche economiche di allora possano ripresentarsi anche oggi, portando a una possibile recessione. La sua prospettiva si distingue da quella di altri esperti che temono un futuro più cupo.
Lo storico dell’economia Niall Ferguson non appartiene alla schiera dei pessimisti cronici, eppure oggi evoca lo shock petrolifero del 1973, quello che trasformò una crisi regionale in una recessione globale. La sua tesi è semplice e inquietante: stiamo già percorrendo lo stesso sentiero. Secondo lui lo schema si ripete con una regolarità quasi meccanica. Prima un’azione militare americana a sostegno di Israele. Poi la reazione dell’avversario — oggi l’Iran — che non si limita al campo di battaglia ma colpisce il cuore dell’economia globale: il petrolio. Infine, quando i mercati iniziano a tremare, arriva il riflesso condizionato della Casa Bianca: rallentare, negoziare, guadagnare tempo. 🔗 Leggi su Xml2.corriere.it

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