Per cambiare marcia dentro un carcere può servire un cane | Non mi giudica sono al sicuro
Uno studio condotto congiuntamente da un’università italiana e una università straniera ha analizzato l’effetto della presenza dei cani nelle carceri. I risultati mostrano che l’introduzione di un cane all’interno delle strutture penitenziarie porta a una diminuzione significativa degli episodi di autolesionismo e delle aggressioni tra i detenuti. La ricerca si è concentrata su un campione di strutture e partecipanti coinvolti in programmi assistiti con animali.
Uno studio internazionale condotto tra l’Università Federico II di Napoli e l’Università di Cluj-Napoca ha dimostrato che la presenza dei cani in carcere riduce drasticamente gli episodi di autolesionismo e le aggressioni tra i detenuti. La ricerca, durata un anno, ha monitorato l’interazione tra i reclusi e tre cani selezionati, evidenziando un miglioramento della stabilità emotiva dei partecipanti senza causare stress agli animali. Questo intervento assistito ha confermato che il legame uomo-animale può invertire la tendenza nazionale all’aumento delle criticità negli istituti penitenziari, offrendo ai detenuti una forma di comunicazione non giudicante.🔗 Leggi su Cultweb.it

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