Nessun limite nessuna colpa Una riflessione sui fatti di Trescore e la grammatica dell’odio

Due vicende tornano alla mente mentre i telegiornali riportano la notizia di un ragazzo di tredici anni che ha tentato di uccidere la sua insegnante di francese. In un caso, un episodio di violenza adolescenziale si intreccia con un contesto di tensione scolastica, mentre nell’altro si analizza la dinamica di un gesto estremo compiuto da un giovane.

Due storie mi tornano alla mente mentre i telegiornali raccontano la vicenda del ragazzo di tredici anni deciso a uccidere la sua insegnante di francese. La prima è quella di Anders Breivik, autore degli attentati di Utøya, in cui furono uccise 77 persone. La seconda è quella di Jamie Miller, il ragazzo al centro della serie Adolescence, raffigurato come un bambino divorato dal risentimento e dall’umiliazione per essere stato definito ‘incel’ dalla coetanea che lui gelidamente uccide. Una storia è reale, l’altra immaginaria, ma entrambe mettono in scena la stessa grammatica dell’odio: lucidità, freddezza, pianificazione, assenza di colpa e di limite. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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